SENATORE LUIGI RAMPONI - IV COMMISSIONE DIFESA DEL SENATO

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Ultimo aggiornamento:
03/09/2010
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Saggi e Pensieri

"per amore dell'Islam"

Islam

di Luigi RAMPONI

Per amore dell’Islam e per il desiderio del popolo Afgano: fermate i combattimenti e fermate l’uccisione dei fratelli e sarete i benvenuti nel processo di pace.” Con queste parole rivolte a tutti coloro coinvolti nei combattimenti contro il governo legittimo afgano, inizia il documento finale della conferenza ( jirga ) che di recente, per tre giorni, ha tenuto impegnati rappresentanti di tutti i clan etnici afgani, ad eccezione dei Talebani insorgenti.
Qualche giorno addietro ho indicato come la situazione afgana soffrisse di un pericoloso stallo, causato tra gli altri, dal più grave dei problemi, quello della mancanza di fiducia tra larghi strati della popolazione e il governo centrale e come apparisse necessaria una iniziativa di reciproco avvicinamento
La conclusione della conferenza ed il suo documento finale, offrono un prima risposta positiva a tale esigenza e aprono il cuore alla speranza, soprattutto perché i partecipanti hanno dichiarato di ritenere che il governo terrà conto dei loro suggerimenti e questo porterà alla individuazione di una strada verso la pace
Il comunicato si rivolge al Governo Afgano ed a quello Americano chiedendo come atto di buona volontà il rilascio del prigionieri Afgani tuttora trattenuti nelle carceri di Kabul e di Guantanamo; e la cancellazione dalle liste dei ricercati del Governo Americano o del Consiglio di sicurezza ONU, di esponenti del precedente governo Talebano.
Nel contempo si avanza anche formale richiesta ai Talebani di rompere i legami con al Queda e favorire in tal modo il dialogo tra Afgani.
Fatto molto importante: sia le Nazioni Unite sia il Governo Usa hanno giudicato molto positivi i risultati della conferenza.
Le prime hanno definito la Jirga come il primo di una serie di passi successivi che nei prossimi mesi dovrebbero portare ad una rottura della situazione di stallo militare e favorire una soluzione politica, mentre i secondi la ritengono l’inizio di un processo che può portare finalmente alla stabilità prima ed alla pace poi.
All’incontro hanno partecipato ben 300 donne che hanno fatto ripetutamente sentire la loro presenza sia in termini di difesa dei diritti acquisiti e delle libertà recentemente ottenute nei confronti delle vecchie tradizioni tribali, sia in termini di ripetute, tenaci esortazioni verso la ricerca di una via per la pacificazione. Da notare che presso il popolo Afgano, al di là di certe limitazioni della liberta individuale, il parere espresso dalle donne, è sempre tenuto in grande considerazione dagli uomini.
Nella dichiarazione finale non vi sono riferimenti al ritiro più o meno immediato delle forze armate straniere, ma è trapelato che dell’argomento si è abbondantemente discusso e che la linea emersa è stata quella di accettare la presenza di forze straniere sino a quando la situazione non sarà definitivamente stabilizzata.
Chiaramente questo ultimo argomento riveste grande importanza per noi che abbiamo tuttora ben 4000 soldati impegnati in un durissimo lavoro di controllo d’area e di sostegno alle attività pacifiche e di sviluppo.
Il desiderio di raggiungere la pace nell’area non riguarda solo gli Afgani. E’ anche nostro desiderio ed interesse quello di vedere presto la nostra missione internazionale concludersi con successo e poter in tal modo riportare a casa i nostri bravi soldati.
La positiva conclusione della conferenza è certamente di buon auspicio.

Luigi RAMPONI   
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