|
Il quadriennio trascorso si è sostanzialmente aperto con la tragedia dell'11 settembre 2001, che ha sconvolto il mondo, rivoluzionando il modo di vivere e di essere di gran parte dei suoi cittadini.
Indubbiamente il settore della sicurezza è quello che, a partire da quel giorno, ha subito le più profonde modificazioni, richiedendo ad ogni Paese interessato dalla minaccia terroristica un impegno continuativo di straordinaria entità quantitativa e qualitativa.
In altri termini, è innegabile che siamo di fronte ad una emergenza di proporzioni straordinarie che comporta una risposta altrettanto straordinaria da parte delle nostre Forze di polizia, che, quotidianamente, già svolgono un lavoro difficile anche in altri settori di intervento (mafia, criminalità diffusa, immigrazione, ordine pubblico, ecc...). + TERRORISMO
Nonostante la presenza, però, dei nuovi scenari drammaticamente imposti dal terrorismo internazionale, il quadro della delittuosità registrato negli ultimi quattro anni è caratterizzato da un generale miglioramento rispetto all'analogo precedente periodo temporale. FATTO IMPORTANTE
In tutti gli ambiti in cui si esplica l'attività di prevenzione e contrasto di competenza delle Forze dell'ordine, infatti, si evidenziano trend positivi che confermano l'abnegazione profusa dagli operatori di polizia e la bontà del percorso intrapreso.
Proprio queste circostanze, e la straordinaria gravosità dell'impegno che ne è derivato per le Forze dell'ordine, conferiscono un risalto ancora maggiore ai risultati dell'azione che esse hanno svolto dal 2001 ad oggi per la difesa dei cittadini.
Per conseguire i propri obiettivi programmatici, il Governo ha impostato la politica di sicurezza su tre pilastri fondamentali: il controllo del territorio, la prevenzione ed il coordinamento.
Il controllo del territorio è certamente la pietra d'angolo del sistema, premessa indispensabile per l'efficace e continua prevenzione delle attività criminali.
La presenza visibile ed attenta delle Forze dell'ordine nei luoghi della vita quotidiana non serve solo ad impedire che i reati vengano commessi, ma anche a creare la serenità necessaria per il libero ed ordinato svolgimento della vita sociale in tutte le sue forme: dal lavoro alla partecipazione politica e sindacale, al godimento del tempo libero.
ESEMPI DI NUOVA ATTIVITA’
1. La politica di prossimità
• Ricezione a domicilio delle denuncie; • Polizia dei parchi; • Polizia dei giochi; • Casella vocale; • Denuncia via web.
2. Poliziotto e Carabiniere di quartiere
Saliranno a ≈ 4000 e 743 le zone coperte – IN TUTTE LE PROVINCE
3. Controllo territorio
• Potenziato anche in funzione antiterroristica • Integrato da accordi a livello Comune 600, Regione: Emilia, Lazio, Toscana, Veneto e Marche L’accordo col Veneto ha una valenza particolare. È stata data piena attuazione alla previsione di un finanziamento, da parte della Regione Veneto, per la costituzione di presidi nei Comuni interessati al progetto. È stato quindi avviato un insieme di interventi che porteranno all’attivazione di 21 presidi dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato nell’arco di un quinquennio dall’anno del finanziamento.
Il coordinamento rappresenta l'anello di chiusura del sistema, perché salda tra loro, rendendole più efficaci, le molteplici e varie attività dei soggetti che debbono contribuire alla tutela dei cittadini, della loro incolumità e dei loro beni.
Il coordinamento si realizza in una duplice dimensione: la prima è quella dell'integrazione funzionale delle Forze di polizia e del più stretto raccordo tra queste e i Servizi di informazione e sicurezza; la seconda è quella della "sicurezza integrata", cioè del coinvolgimento attivo delle altre istituzioni pubbliche e private, nazionali e locali, in un impegno corale per produrre più sicurezza e migliore vivibilità quotidiana dei "territori" e degli ambienti di vita e di lavoro.
Se la nuova "Cittadella" Interforze dell'Anagnina, a Roma, rappresenta la più efficace immagine strutturale di questo processo di integrazione, il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo ne esprime altrettanto bene l'aspetto dinamico. Il C.A.S.A. è infatti il tavolo di raccordo tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Sismi e Sisde, che esamina tutte le informazioni disponili e fornisce indicazioni assai utili alle forze sul campo.
Altrettanto importanti e significativi sono i traguardi che in questo stesso quadriennio abbiamo raggiunto in tema di "sicurezza integrata" e, in particolare, di collaborazione con le Regioni, le Province e i Comuni.
Oggi si può senza dubbio affermare che la società civile affianca sempre più le Forze di polizia con risorse straordinarie: i protagonisti del volontariato, della solidarietà e del sostegno, ma anche i produttori di una sicurezza di settore propria del mercato produttivo.
Cultura di Partito
Protagonisti di primo piano in questa opera sono gli Enti locali, che stanno dando luogo a nuovi modelli di sicurezza urbana, nati dalla feconda collaborazione tra autorità locali e nazionali.
Di grande rilievo appare, in questo come in altri campi, il contributo sempre più attivo ed attento delle Regioni, quel "livello di governo intermedio" calibrato sulle esigenze dei rispettivi territori. Sono infatti già numerosi e importanti gli interventi legislativi delle Regioni a sostegno di progetti di potenziamento della sicurezza urbana e dei corpi di polizia municipale, in collaborazione con gli Enti locali.
"Sicurezza partecipata" significa adesione netta e convinta ad una impostazione pluralista della sicurezza pubblica; significa piena condivisione da parte di soggetti diversi, degli elementi di analisi e di valutazione dei fatti e delle potenzialità di intervento, per poter compiere – ognuno per la sua parte – ma tutti in sintonia le scelte più utili.
|